sala prove

sala prove, sala di registrazione, spazio liberato

Renoize è il nome che Renato aveva scelto come pseudonimo per le sue produzioni musicali. Renato Biagetti aveva 26 anni quando, il 27 agosto 2006, fu ucciso da un’aggressione fascista. Nei mesi precedenti, insieme ad altr* compagn* di Acrobax, stava contribuendo a immaginare e costruire un laboratorio musicale negli spazi dell’ex Cinodromo occupato, un luogo dove la musica fosse strumento di incontro, sperimentazione e trasformazione sociale.

“Scegliere di costruire un laboratorio musicale è una scommessa al buio poiché investire sul linguaggio, qualunque esso sia, comporta l’enorme incertezza dell’interpretazione personale. Questa incertezza si crea quando più soggetti provano a ricercare un vocabolario comune, coscienti che le sfumature saranno dominanti e determinanti.”

L’idea era semplice e, allo stesso tempo, profondamente ambiziosa: una sala prove, uno studio di registrazione e uno spazio condiviso in cui artisti, musicist* e comunità potessero incontrarsi, creare e contaminarsi reciprocamente. Quello spazio è diventato realtà il 1° marzo 2017, con l’inaugurazione del Renoize Project.

“Il desiderio costruisce contaminazioni e solidifica legami impensabili, costituendo l’elemento primario dell’innovazione e del voler fare, ascoltare e vivere la musica. Per questo abbiamo costruito (e proponiamo a quanti più possibile) un laboratorio musicale. Uno spazio fisico nel quale realizzare un intreccio di espressioni musicali differenti, nell’intento di costruire un meticciato culturale che faccia convivere e mescolare generi differenti in una condizione generale che è quella della condivisione e dell’inclusione.”

Da allora sono passati anni di attività, collaborazioni e sperimentazione. Nel frattempo, il mondo della musica è cambiato profondamente. La rivoluzione digitale ha trasformato i modi di produrre, distribuire e ascoltare musica: la diffusione delle produzioni indipendenti, l’accessibilità di software e hardware sempre più potenti, i social, la crisi del download e l’affermazione dello streaming hanno ridefinito l’intero ecosistema musicale.

“…come l’arte, la musica è definita innanzitutto nel suo contesto sociale.”

In questi anni abbiamo avuto la fortuna di collaborare con artisti e artiste provenienti da percorsi molto diversi, ciascun* con il proprio linguaggio e la propria visione. Alcuni percorsi si sono intrecciati a lungo, altri solo per un tratto, ma tutti hanno contribuito a costruire quel meticciato culturale che era all’origine del progetto. Attraverso la sala prove, lo studio di registrazione, la scuola di musica e i concerti organizzati negli anni, Renoize Project ha continuato a essere uno spazio aperto di produzione culturale, formazione e condivisione.

“Lo spazio realizzato è un’azione di antifascismo.”